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Proposte & Consigli — 1 commento

  1. Quando si legge una poesia
    di Cinzia Baldazzi

    In fondo in fondo, molte volte, mi chiedo cosa accada quando, aprendo un libro, trovando una poesia, inizio a leggerla, nero su bianco. Tale meccanismo, che potrebbe apparire banale, è invece complesso, perché elabora l’approccio primario e fondamentale gestito da ogni autore con il suo destinatario: e merita, per questo, di essere approfondito sia da parte del lettore o critico, sia da parte del poeta. È possibile, infatti, che l’intera gamma dei successivi contatti mittente-destinatario siano da considerarsi ulteriori e, tutto sommato, influenzati da questo primo atto conoscitivo.

    Scrive Ludwig Wittgenstein in “Ricerche filosofiche”: < < Ma il leggere - vorremmo dire - è un processo ben determinato! Leggi una pagina stampa e lo vedrai; qui avviene qualcosa di particolare, e qualcosa di estremamente caratteristico. Ebbene, che cosa succede quando leggo quella pagina? Vedo parole stampate e pronuncio parole. Ma naturalmente questo non è tutto (...). Dove risiede allora la caratteristica dell'esperienza vissuta del leggere? Qui vorrei dire: "Le parole che pronuncio vengono' in modo particolare" (...). È come se le parole pronunciate scivolassero dentro di noi mentre leggiamo. Già, non posso guardare una parola italiana stampata senza che si verifichi quel particolare fenomeno per cui ne odo interiormente il suono>>.

    Tuttavia, l’incanto procede quando, oltre al suono fonetico, tra un verso e l’altro, ne ascolto, bene evidenziato, l’eco evocativa della successione

    simbolica. Bisogna pertanto chiedere aiuto alla linguistica, in particolare a quella di Roman Jakobson, dove < >, ovvero tra la poesia scritta (“nero su bianco”) e il complesso delle interpretazioni che suscitano in ognuno di noi. Occorre, prosegue Jakobson, < >.

    Dunque, aperto e richiuso il libro, ciò che rimane della poesia appena letta è < > (Edward Sapir), ancora non avvicinato dai fattori secondari che subito dopo, certo, ne aiuteranno la comprensione, ma mai e poi mai la debbono modificare, dimenticare.

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