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di Annalena Cimino

Il respiro del lago

era entrato nell’anima,

quando l’amore si defilava

dal suo dolore.

Era splendido e quieto

il solitario bosco,

di porpora s’illuminava l’autunno

nei caldi odori e colori.

Occhi scuri e profondi

seguivano i passi

sulle rive indifferenti

allo scorrere del tempo,

all’avvicendarsi dei giorni,

delle stagioni antiche.

Sotto una luna assonnata e spenta,

nel profumo acre della notte,

una voce riecheggiava lontano

e diceva quanto mi amava.

 

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Commenti

IL PROFUMO ACRE DELLA NOTTE — 1 commento

  1. sento questo meravigliosi versi come l’aver intrapreso il cammino del nostro risorgere, cui fa da eco la natura stessa. Grazie, bell’Anima.

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