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Commenti

ASFODELO — 5 commenti

  1. E’ meraviglia ed emozionante leggere qui, tra le righe la Tua poesia, sì perchè questa è la tua poesia, che t’appartiene, che ti culla, che t’emoziona…. e ci onori nella lettura a questa partecipazione! Il tuo Asfodelo è sempre in fiore, nel profondo della tua anima…Buon Natale Ade, dal cuore!

  2. non riesco a trovare le parole giuste per un commento degno di una poesia cosi…bella ed emozionante.Nel commento finale, c’è molta verità, per chi cerca di “vivere” al meglio queste feste, vero è che se ci sono figli e nipotini…è più facile.Buon proseguimento Ade.

  3. Carissimi Giusy e Giorgio, i ricordi, a volte più intensi della vita che avremmo potuto avere, mantengono un fascino eterno, fatto di rimpianti, di nostalgie, e, molto spesso, chissà perché, di dolore, ma pur sempre di fascino si tratta. Si muovono come le onde, per cui possono infrangersi sugli spuntoni degli scogli, quando ci si chiude nella propria tana interiore, dove si concretizza l’incontro tra il vivente e il vissuto e dove la sofferenza cerca di soddisfare, masochisticamente, il suo bisogno di quiete… ma è pur vero che si alternano con altre nuove, quando si ha la forza di uscire all’aperto e guardare in avanti. La salvezza dallo struggimento è, forse, quella di poter essere capaci di non lasciare mai vuoti i nostri scaffali, meglio riempirli di tanti oggetti… che poi sono i ricordi. Grazie di cuore.

  4. Chi ha subito perdite spesso sente nelle festività ancor di più mancanza, ma lo scorrere del tempo è amico e ci insegna che anche quel passaggio ci ha permesso di crescere nella profondità dell’anima e poco alla volta pesantezza più non è ….. o almeno tornano giorni più sereni ….

  5. Come pennellar di questa vita il passaggio, quel bastardo fine che ci impone…l’ultima barriera che tracima l’anima nel nulla lasciando a chi vive l’amarezza dei ricordi e delle gioie andate…
    questo è l’interrogarsi nella solitudine e farsi fardello, cercando di congiungere, sperando, i sogni di quel passato, sta dentro non la voglia di cancellare, ma di interrompere quei legami terreni che non ci sono più e trsferirli nell’intimo più profondo a farci compagnia, quando, presi da sconforto, cerchiamo di aggrapparci a qualcosa che ci sfugge…
    Penso che se ci fosse un aldilà, chi guarda chi ha lasciato, potrà solo gioire nel vedere che l’amore e la fedeltà di quel vissuto ancora sono palesi ed è nel rispetto dei valori del passato…possa quella lavagna cambiare tono e quell’antracite, piuttosto che nera, divenga verde prato e fiori ed aiuole che ha lasciato, la sua famiglia ed i suoi nipoti.

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